Dal barbiere a Bagnara Calabra

 

Entrai in quella specie di salone di parrucchiere e il barbiere mi accolse con un:

- Desidera?

-Capelli e barba, risposi.

Il barbiere mi scrutò lungamente e scrollò la testa.

La barba era facile farla, ma i capelli costituivano per lui un serio problema.

Era la prima volta che mi serviva e pertanto sarebbe stato opportuno studiare accuratamente la mia testa per poi stabilirne il taglio da eseguire. In giro non si contano le teste con tagli inadeguati per la scarsa professionalità e serietà dei parrucchieri! Egli si reputava un professionista.

Continuava a girarmi intorno, scrutava la mia testa dal basso e dall'alto sempre più preoccupato…forse sarebbe stato il caso di fare prima un calco di gesso della mia testa e studiarne le varie soluzioni…

Io intanto, seriamente preoccupato, mi chiedevo dov'ero capitato e, temevo sempre più della mia incolumità.

Volevo uscire, trovare una scusa qualsiasi e mettermi in salvo, senza riuscirvi.

Il barbiere continuava a studiare la mia testa e scrollava la sua in segno di dubbio, di grande incertezza di riuscire nell'impresa. Ormai era chiaro con chi io avevo a che fare e mi toccava assecondarlo!

Mezz'ora dopo e, in seguito alle mie sempre più credibili assicurazioni che m'interessava poco un buon taglio di capelli, scrollando sconsolato la sua testa, m'invitò a sedermi su di una poltrona che mi ricordava un trono medioevale.

Continuava intanto, mentre m'indossava una larga tovaglia di lino, a mormorare mozziconi di parole in segno di dubbio nella riuscita, per la grande impresa del taglio dei miei capelli!

Era un barbiere responsabile, un professionista…i suoi clienti erano i migliori del paese e vantava una reputazione da salvaguardare.

Nel cosiddetto salone intanto non entrava nessuno, c'era un silenzio tombale…mi sentivo sempre più solo e, in balia di un folle!…

Mi rassegnai e, alla fine, mi offrii al sacrificio!…

Mi fece e, me lo fece notare, un taglio di capelli tutto a punta di forbice, per una buon'ora di lavoro silenzioso, spezzato da qualche monosillabo di dubbio…

Il tempo trascorreva lento e non entrava anima viva, ero solo, completamente solo! Intorno c'era il deserto! Pensavo alla mia famiglia, a mia moglie, ai miei figli…chissà se mi era dato di rivederli ancora!

Finalmente, con immenso sollievo, potevo ammirarmi nel grande specchio che il folle, aveva schiodato dal muro…un capolavoro, un vero capolavoro…se avesse fatto un calco o uno studio come sosteneva all'inizio chissà che super - capolavoro avrebbe realizzato!.

Felice, ormai, pregustavo l'imminente uscita da quel luogo da incubo e mi sprecavo in congratulazioni "sentite" e ringraziamenti e ancora apprezzamenti, grandi riconoscimenti per la sua incredibile professionalità.

Fui, però, bonariamente avvertito che non era finito…avevo detto anche la barba!

Il barbiere si ricordava bene, sì, l'avevo proprio detto…anche la barba!

Cercai di disimpegnarmi per il tempo, per un'infinità di scuse e alla fine che sarei ritornato nel pomeriggio.

Ogni mio tentativo fu vano, mi teneva inchiodato su quel "sediolone". Si ricordava bene, …avevo chiesto barba e capelli!

I miei baffi poi, erano poco curati, poco visibili e così le sopracciglia e le basette andavano senz'altro corretti con la matita nera …e, mentre così andava dicendo io, sempre più preoccupato, pensavo al rasoio che doveva radermi i peli del collo! Infine decisi di immolarmi, chiusi gli occhi e, mi preparai rassegnato al gran sacrificio, stoicamente!

Fuori finalmente, alzai gli occhi al cielo! Ero un mascherone, sì, ma salvo! Quando mio suocero, mi scorse con i baffi a coda di topo, le sopracciglia e le basette scurissime, fece fatica a riconoscermi e, …l'impiegato postale, si scusò di avermi consigliato quel barbiere, dicendomi che sì, era stato per tanto tempo in manicomio, ma che ora era completamente guarito e frequentato da una buona clientela.

 

Bagnara Calabra, agosto 1956.

Parma, giugno 1999.

 

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