Ai miei lettori

  

Il tempo è propizio, è il tempo dei ricordi...oggi o mai più!

 

Dopo un lungo sonno questi miei appunti si materializzano e vedono la luce per attestare un mio atto d’ amore verso la mia terra e in particolare verso il mio paese di nascita: Puheriu, Pallagorio.

 

“Fialla e Puheríut, La parlata di Pallagorio e “Si follet Puherí” Come si parla a Pallagorio, i miei due titoli in competizione!

 

Io spero abbia saputo “ricordare” e, dai miei cortesi e disinteressati testimoni in altra sede citati, “appuntare” bene “la parlata” del mio paese.

 

Non pretendo di essere stato esaustivo; ho cercato di fare del mio meglio per documentare la mia lingua materna in fase “defungente”, per citare un termine del sempre compianto prof. Gangale.

 

La mia lingua purtroppo è stata sempre discriminata e a volte persino dagli stessi insegnanti di madrelingua certamente per mancanza di presa di coscienza della propria identità culturale.

 

Ricordo, con tristezza, durante le elementari i cartelli esposti in alcune classi che vietavano si parlasse

l’ arbyreshy!

 

Dopo seicento anni, con gioia, malgrado, ripeto, gli accaniti discrimini, la mia lingua è viva e mi è gradito esporverla come meglio mi è dato perchè possiate amarla o riamarla.

 

Grazie della vostra comprensione e cortese accoglienza.

 

 

Crotone, 1977/ Parma 2002

 

L’ Autore

 

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