Da  Canti tradizionali di Contessa Entellina raccolti dal prof. Alessandro Schir.

Nuova edizione a cura del parroco papas D. R. Michele Lo Jacono.

Palermo, Tip. Pontificia, 1938.

 

Secondo la liturgia greca il sabato che precede la domenica delle Palme si solennizza la resurrezione di Lazzaro, operata da Nostro Signore Ges Cristo in Betania.

I giovani dei paesi di rito greco di Sicilia, nella notte tra il venerd e il sabato precedenti la Settimana Santa, cantano in coro dietro le porte delle case il racconto del miracolo.

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La notte tra il Sabato Santo e Pasqua si suole cantare il Christs anesti, (Cristo risorto).

Il canto con lievi varianti si canta a Piana degli Albanesi e in tutti i paesi di origine albanese.

Oggi purtroppo, ripeto, abbiamo soltanto frammenti e non si canta pi negli insediamenti del catanzarese e crotonese.

Riporto quanto segue nella convinzione di fare cosa gradita agli studiosi di poter confrontare il testo presente con i frammenti da me raccolti negli insediamenti del catanzarese e crotonese.

Ty ngjllurit e Lzarit

( La resurrezione di Lazzaro)

O mir mbrma

O mir ment;

rdha t ju thshia

J flal t mir:

 

Nj thgm t mdhe

b Perndia 

tek aj hr   

i thn Betnia.

 

Isc nj njer   

klhej Lzar,

nga Krishti i dshur  

me lipis.

 

Di mtra kish

vtm, jo m           

me varfri     

e pa mosgj. .

 

Lzri vdiki   

se vdkja e mbjth   

e te  klar

Zmbra ju lth.

 

Pran e varrzan

tue shklur krip;                              

drsme, e pshtran

e u vun nd lip.

 

Te Perndia  

u nisn e van;

me lot ndr s

marne e i thn:     

 

O Zot, o Zot   

na kshe kln

ng e kishm sbjerr

vlluthin t n.

 

Fshijni at lt

mos t kini dr,

se tek a varr

Lzri flee.    

 

E c na tha  

O i madki in Zot?    

ka katre dit 

Lazri ha bot.

 

E krishti i thot:

mos t kinu dre

se u jam gjlla,

U vetm in Zot.

 

U nis in Zot  

me gjith Apstojit;    

me z t math

merr e thrret:

 

O Lazr, Lazr         

ngru e rrfiej

si u farmkse

te dhu i z!    

 

Lzri u ngre 

e haristsi

e proskjinisi

si Perndi.     

 

E pran i tha:  

o Zot, O Zot,  

frmk i math,

isht aj bt!

 

In Zot i tha:   

kush rron me bes

me gzim vdes

e pa kops;   

 

E nd an t drejt    

ku ng isht kush kla  

te dta e ligjs           

do t gjndet pra.

 

Kt vrtet

Vangjli e thot;

Kle te kj jet 

kur itsj in Zot.

 

Ngru ti Zonje

nna do kee

mell o djth  

O shum vee.

 

Buona sera

Buon mattino;

sono venuto a darvi

una buona novella.

 

Un gran portento

oper Iddio

in quel paese

Detto Betania.

 

Eravi un uomo

e si chiamava Lazaro,

da Cristo amato

Con tenerezza.

 

sorelle aveva

solamente, non pi,

in orfanezza

E prive di tutto.

 

Lazzaro mor

perch morte lo colse

e ad esse piangendo

Il cuore si stanc.

 

Quindi lo seppellirono

strappandosi i capelli                                 

lo coprirono con la lastra

E si misero in lutto.

 

Dal Signore

si avviarono e andarono;

con le lacrime agli occhi

presero a dirgli:

 

O Signore, o Signore,

se tu fossi stato presente

non lo avremmo perduto

Il nostro fratello.

 

Tergete quelle lacrime

non abbiate timore

che nel sepolcro

Lazzaro dorme.

 

Che mai ne dici,

O gran Signore?

son quattro d

Che Lazzaro si ciba di terra.

 

E Cristo soggiunse

non abbiate timore

che io sono la vita

Io solo il Signore.

 

And il Signore

con tutti gli Apostoli;

con gran voce

indi lo chiam:

 

O Lazzaro, Lazzaro

alzati e racconta

come ti avvelenasti

nella terra nera.

 

Lazzaro levossi

lo ringrazi

gli si prostr

Come Dio.

 

E poi gli disse:

o Signore, o Signore,

potente veleno,

quella terra!

 

E il Signore allora:

chi vive nella fede

intrepido muore

e senza affanno;

 

E nel lato destro

dove nessuno piange

nel giorno del giudizio

Si trover.

 

Questa verit

la narra lEvangelo;

avvenne in questo mondo

quando apparve il Signore.

 

Alzati o Signora

regalaci qualche cosa

farina o cacio

O molte uova.

 

Christs Ansti

Krishti fluturojti

Cristo risorto

 

Christs ansti ek nekrn

Thanto thnaton patisas,

Kj tis en tis mnimasi

Zoin harismenos

... ... ...

Krishti u ngjall! Yi tue vdekur

Ndridhi vdekjen e shkrt

E t vdecrvet t vrret

I dha gjlln e vrtt.

... ... ...

Cristo risorto dai morti, morendo calpest la morte e don la vita a quei che giacevano nei sepolcri.

Tri dit in Zt

rrijiti nn dh;

na u ngjall si st,      

me shum har.

 

T vrart Iudhnj

kur Krishtin vrn

ruajtin varrin

me lftar nga an!

 

U sdrip nj Engjll      

gjith i shklkjiem:

drasn sbln,

Krishti flutrn.

 

Lftart u llvtin,

jiktin e van

gjithvet i than

Gjella flutri.  

 

Me shum ment

jerdhn grat  

Engjellin pn:

Ku isht Krishti? I than

 

Engjlli i thot:

mos kini dre,

mos krkoni,

nga varri U ngre.

 

U nisn grat,

jerthin m dhe

tue knduar:

kemi har.

 

Tre giorni nostro Signore

stette sotto terra

ci risorto come oggi,

con molta gioia.

 

I malvagi Giudei

quando uccisero Cristo

custodirono la tomba

Con sentinelle ad ogni lato.

 

Discese un Angelo

tutto splendente:

scopre la lastra,

Cristo vola via.

 

I soldati si atterrirono

fuggirono ed andarono

a dire a tutti

La vita volata.

 

Di buon mattino

vennero le donne

lAngelo:

Dov Cristo? Gli chiesero

 

LAngelo risponde:

non abbiate timore,

non cercate,

S alzato dal Sepolcro.

 

Si avviarono le donne,

per ritornare

cantando:

 Abbiamo la gioia.

 

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